Che cos'è il ricongiungimento e chi può chiederlo
Il ricongiungimento familiare consente a chi risiede regolarmente in Italia con un permesso di soggiorno adeguato di far entrare alcuni familiari dall'estero. Secondo il Ministero dell'Interno, tra i familiari per cui si può chiedere il ricongiungimento rientrano il coniuge maggiorenne non legalmente separato, i figli minori (anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, con il consenso dell'altro genitore), i figli maggiorenni a carico che non possono provvedere a sé per motivi di salute che comportano invalidità totale, e i genitori a carico a determinate condizioni.
Il richiedente deve essere titolare di un permesso di soggiorno in corso di validità di durata non inferiore a un anno (ad esempio per lavoro, studio, motivi familiari, asilo o protezione). Le categorie esatte di familiari e i casi particolari sono descritti dal Ministero dell'Interno e dallo Sportello Unico per l'Immigrazione: prima di avviare la pratica conviene leggere quella pagina e verificare di rientrare tra gli aventi diritto.
I requisiti da verificare: reddito e alloggio
Due requisiti sono quasi sempre al centro della pratica: il reddito e l'alloggio. Chi chiede il ricongiungimento deve dimostrare un reddito minimo annuo, il cui importo dipende dal numero di familiari da ricongiungere, e deve disporre di un alloggio che risponda ai requisiti igienico-sanitari e di idoneità abitativa accertati dal Comune (a Roma, dagli uffici comunali competenti) o dall'ASL.
Gli importi di reddito richiesti si aggiornano nel tempo e cambiano a seconda del numero di persone: per questo in questa guida non riportiamo cifre, che rischierebbero di essere superate. Vanno verificati sulle fonti ufficiali del Ministero dell'Interno prima di presentare la domanda. Allo stesso modo, il certificato di idoneità alloggiativa va richiesto in anticipo, perché i tempi di rilascio possono incidere sul calendario complessivo della pratica.
Il percorso, passo per passo
La domanda di nulla osta al ricongiungimento si presenta online tramite il portale del Ministero dell'Interno dedicato allo Sportello Unico (portale ALI), linkato sotto, dove si compila l'istanza e si allegano i documenti. Ricevuta la domanda, lo Sportello Unico per l'Immigrazione — che a Roma opera presso la Prefettura — verifica i requisiti, può convocare il richiedente per la consegna o l'integrazione dei documenti e, se tutto è in regola, rilascia il nulla osta.
Con il nulla osta, il familiare all'estero richiede il visto d'ingresso per ricongiungimento familiare alla rappresentanza diplomatica italiana competente (per chi arriva dalla Cina, il Consolato o l'Ambasciata d'Italia). Una volta entrato in Italia, il familiare deve richiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari entro i termini previsti, seguendo la procedura ordinaria (kit postale e Questura). È una catena di passaggi in ordine preciso: saltarne uno, o presentarsi con documenti incompleti, è la causa più comune di ritardi.
A Roma: uffici, tempi e consigli
A Roma il nulla osta è gestito dallo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura di Roma: sul sito della Prefettura, linkato sotto, si trovano orari, contatti e le indicazioni operative aggiornate per prendere appuntamento e consegnare la documentazione. È sempre preferibile fare riferimento alle comunicazioni ufficiali della Prefettura piuttosto che a informazioni di seconda mano, perché modalità e code possono variare nel tempo.
Un consiglio pratico per le famiglie cinesi: molti documenti provenienti dalla Cina (atti di matrimonio, di nascita, dichiarazioni di parentela) devono essere tradotti ufficialmente e legalizzati per essere validi in Italia. Preparare per tempo traduzioni e legalizzazioni, e controllare che i nomi coincidano esattamente con quelli sui documenti già in possesso in Italia, evita gran parte dei rifiuti e dei rinvii. Per ogni dubbio su reddito, alloggio o stato della pratica, il riferimento resta il Ministero dell'Interno e lo Sportello Unico presso la Prefettura di Roma; nulla di quanto scritto qui sostituisce le loro indicazioni.
Fonti ufficiali
Contenuti e collegamenti verificati il 17 settembre 2026.

