Approfondimento

Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo a Treviso: requisiti, test A2, kit postale e appuntamento in Questura

Chi vive in Italia da almeno cinque anni con un permesso valido può chiedere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (SLP, l'ex carta di soggiorno). Non è un passaggio automatico: servono l'idoneità alloggiativa, la prova dell'italiano a livello A2, il reddito minimo, poi il kit postale e, infine, l'appuntamento in Questura per le impronte e il ritiro. Questa guida, pensata per chi vive nel Trevigiano, indica dove verificare ogni punto. Documenti, importi e date possono cambiare: fanno fede la Questura di Treviso e il Ministero dell'Interno.

Il requisito dei 5 anni: non tutti i permessi contano

La guida dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Treviso (aggiornata al 16 maggio 2024) richiede cinque anni di soggiorno regolare e la residenza attuale. Avverte anche che, pur con il requisito temporale, non tutti i titoli consentono di chiedere l'SLP: sono esclusi, tra gli altri, i permessi per studio o formazione professionale, cure mediche, richiesta asilo, protezione speciale e altri casi speciali, oltre ai permessi di breve durata. Chi è arrivato come studente e poi ha convertito il permesso in lavoro deve quindi controllare con attenzione da quando decorrono i cinque anni.

La stessa guida precisa che il requisito dei cinque anni vale ora anche per i figli minori conviventi, nati in Italia o ricongiunti. Prima di presentare una domanda per tutta la famiglia conviene verificare il titolo e la data di inizio di ciascun componente. Per lunghe assenze dall'Italia esistono limiti di legge: in caso di dubbio, chiedere conferma alla Questura.

Tre attestazioni da preparare: alloggio, lingua, reddito

Secondo la Questura di Treviso servono: l'idoneità alloggiativa, in base ai componenti del nucleo, entro i parametri minimi previsti dalla legge regionale per l'edilizia residenziale pubblica, attestata dall'ufficio tecnico comunale o dal certificato igienico-sanitario dell'ASL; l'attestazione di italiano non inferiore ad A2 oppure la prova dell'esenzione dal test; il reddito minimo, pari all'assegno sociale, aumentato della metà per ogni familiare a carico. L'importo cambia ogni anno e va letto sulle pagine ufficiali.

I documenti sul reddito dipendono dall'attività. Per il lavoro subordinato la guida chiede la comunicazione Unilav (o la denuncia INPS per il lavoro domestico), il documento del datore di lavoro, l'ultima dichiarazione dei redditi o CU e l'ultima busta paga. Per il lavoro autonomo distingue tra attività industriali, professionali, artigianali e commerciali (visura camerale, partita IVA, dichiarazioni), collaborazioni senza licenza e soci o amministratori di società: chi ha un negozio o un'impresa deve seguire la categoria corrispondente, non l'elenco dei lavoratori dipendenti.

Italiano A2: esonero o test

La guida elenca i modi per dimostrare l'A2 senza sostenere il test: certificazione di un ente riconosciuto (CPIA, Università Roma Tre, Università per Stranieri di Perugia e di Siena, Società Dante Alighieri) di livello A2 o superiore; diploma di scuola secondaria di primo o secondo grado o laurea italiani; iscrizione a un corso universitario, dottorato o master in Italia. Sono esentati anche coloro che hanno gravi limitazioni all'apprendimento certificate da un medico di struttura pubblica.

Altrimenti si sostiene il test del Ministero dell'Interno. L'opuscolo ministeriale spiega che la domanda si presenta online alla Prefettura competente per domicilio tramite il portale portaleservizi.dlci.interno.it; il test è informatizzato (su richiesta anche scritto), verte su testi brevi e espressioni di uso frequente e si supera con almeno l'80% del punteggio. Non viene rilasciato attestato: l'esito si consulta sul portale e, in caso negativo, si può chiedere di ripetere la prova.

Attenzione a una differenza tra le fonti: l'opuscolo parla di convocazione per posta, mentre la guida della Questura di Treviso (che cita l'indirizzo testitaliano.interno.it) indica che non si invia comunicazione cartacea: chi ha indicato un'e-mail la riceve, gli altri devono controllare il sito 7 giorni prima. Per questo conviene inserire un indirizzo e-mail sempre attivo e fare riferimento a ciò che mostra il sistema e agli avvisi della Prefettura di Treviso.

Kit postale e appuntamento in Questura

Per il rilascio, l'aggiornamento e il duplicato dell'SLP la Questura di Treviso prevede il kit postale, compilato e spedito tramite lo Sportello Amico di Poste Italiane. Nella busta vanno le fotocopie di: passaporto (pagine con dati e validità, visti e timbri), permesso di soggiorno, codice fiscale se già posseduto, certificato di residenza e stato di famiglia (o certificato contestuale), con la marca da bollo da 16 euro; secondo la guida si aggiungono le attestazioni di alloggio, lingua e reddito, il bollettino per la smart card e il contributo. Gli importi vanno verificati sulla guida e sulle istruzioni delle Poste.

In deroga all'autocertificazione, i certificati richiesti dal Testo Unico vanno chiesti all'amministrazione competente. Il giorno della convocazione si portano gli originali, la ricevuta della raccomandata, l'appuntamento rilasciato dalle Poste, quattro fototessere per il richiedente (e per ogni figlio sotto i 14 anni) e passaporto e permesso in originale. Alla consegna e attivazione devono presentarsi i genitori e i figli minori sopra i 6 anni. L'Ufficio Immigrazione è in Piazza delle Istituzioni (edificio A), tel. 0422 248111.

Errori frequenti

Si contano anni di permesso per studio o altri titoli esclusi; ci si concentra sul test e si dimentica l'idoneità alloggiativa, che richiede tempo; chi ha un'attività prepara il reddito come se fosse un dipendente; si indica un'e-mail non controllata o si cambia indirizzo senza aggiornarlo; i dati di passaporto e permesso non coincidono.

Quanto detto è un orientamento generale e non costituisce consulenza legale, di immigrazione, fiscale o sanitaria. Contenuto verificato il 15 ottobre 2026; documenti, importi e regole vanno controllati sulle pagine della Questura di Treviso, della Prefettura di Treviso e del Ministero dell'Interno.

Fonti ufficiali

Questo approfondimento offre orientamento generale e non costituisce consulenza legale, migratoria, fiscale o medica. Prevalgono sempre le regole correnti e le risposte scritte dell'ente competente.

Contenuti e collegamenti verificati il 15 ottobre 2026.

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